giugno 24 2018 0Comment

Amore incondizionato!

<<Perché Dio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito figlio, affinché chiunque crede il lui non perisca, ma abbia vita eterna>>.

Il mio primo spunto di riflessione non poteva non essere sul verso cardine di tutto il Cristianesimo.
Il verso che esprime più di tutti l’amore di Dio Padre verso la sua creatura amata e prediletta; tanto amata da decidere di sacrificare il proprio diletto figliuolo. In questo riconosciamo l’amore di Dio nei nostri confronti, che ha sacrificato il proprio unigenito figlio per tutti indistintamente, senza fare alcuna distinzione. Per gli apostoli che lo seguivano, come per i soldati romani che lo fustigavano; per tutti coloro che ha guarito, così come per coloro che si sono spartiti le sue vesti mentre Egli moriva al duro legno della croce. Anche se potrebbe sembrare assurdo al pensare umano, ma è proprio così; Egli è morto anche per me e per te, ed allo stesso modo è morto pure per il ladrone appesa alla croce, accanto a Lui, che riconobbe nel suo compagno di sventura il Cristo e lo seguì in paradiso come riporta Luca al capitolo ventitré.
Naturalmente questo modo di pensare cozza molto con ciò che la religione e la giustizia sociale insegnano all’uomo. Ognuno di noi, all’interno della società moderna, pensa di essere una “brava persona”, meritevole di perdono, perché convinto che i propri peccati siano sempre più lievi di quelli di molte altre persone. Ognuno di noi pensa di essere salvato solo per le proprie opere e che il Signore, al pari di una divinità pagana come poteva apparire Zeus, debba scagliare, dall’alto del suo scranno divino, i propri dardi infuocati e colpire i peggiori criminali senza alcuno scampolo di salvezza.
Ma questo è pensare alla maniera degli uomini, carnalmente e non alla maniera di Dio.
Dio non ci può giudicare attraverso le opere, perché farebbe dei favoritismi, allo stesso modo in cui fa l’uomo nei confronti dei suoi sottoposti.
Dio non giudica gli uomini in modo diverso, ma da a tutti la stessa possibilità di salvezza attraverso la “Grazia”, che significa favore immeritato e che viene maggiormente rappresentata dai versi dell’apostolo paolo nella lettera agli Efesini al cap. 2: voi che eravate morti nelle vostre colpe e nei vostri peccati, egli vi ha vivificati con Cristo. Dio non è un entità troppo lontana, ma è tanto vicino da salvare chiunque, anche il peggiore dei peccatori. Anche se i vostri peccati fossero come lo scarlatto, diventeranno bianchi come la neve, dice il Signore, per bocca del profeta Isaia.
Allora come raggiungere la salvezza per Grazia? La risposta è seguire l’esempio del ladrone sulla croce, umiliarsi e seguire l’esempio del peggiore dei peccatori. Riconoscere per fede che il Cristo è il messia, l’unto di Dio e che ha versato il proprio sangue sulla croce. Riconoscere di essere un peccatore e ripararsi sotto il sangue dell’agnello, sacrificio perfetto ed espiatorio che non copre il peccato, ma lo cancella definitivamente.
Allora cosa aspetti? Togli da te le lordure del mondo e fai spazio allo Spirito Santo.
Dio vi benedica.

 

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